CINA E SINGAPORE AL LAVORO PER AVVELENARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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Le soluzioni di intelligenza artificiale basano la rispettiva forza sul volume di conoscenze progressivamente accumulate.
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La risposta è facile: no.
Chi realizza sistemi per usi seriamente pensati li addestra con dati selezionati: se i dati di addestramento sono filtrati a monte, il problema dell’avvelenamento non si pone.
Gli LLM a cui si riferisce l’articolo sono quelli che rastrellano indiscriminatamente la rete, LLM che sono tutto fuorchè intelligenti.
E uso di proposito LLM al posto della sigla di due lettere per rendere evidente che non sono intelligemti: se lo fossero, saprebbero scartare le informazioni sbagliate…
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@andre123 qui però stiamo parlando soprattutto di LLM e altri modelli “content creator”, non di sistemi di intelligenza artificiale tout court, come quelli di guida autonoma, sistmi di simulazione, analisi testuale, etc
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La fiat/audii/mercedes produce macchine con le sospensioni fallate e chi ne subisce le conseguenze si lamenta dei dossi di rallentamento che proteggono i pedoni dai guidatori incoscienti.
Empatizzo con chi patisce i difetti (noti e ignorati) degli LLM, ma la colpa non è dei dossi e toglierli non è la soluzione.
@pgo_lemmy “toglierli non è la soluzione” a qualsiasi cosa. Basta che guardi la storia della verifica età, gli smartphone a scuola, l’educazione sessuale e tutto il resto. Comprese le droghe. Senza conoscenza, e senza alternative, il problema viene solo rimandato




